Perché (quindi) continuiamo a venire, anno dopo anno, ai
campionati nazionali di nuoto (che per inciso, continuiamo a dire “a Riccione” anche
se qualche volta sono a Montecatini, a Chianciano o a Pesaro)?
Non veniamo certo a coltivare sogni di “Gloria”: non ce n’è
molta, quando le gare sono di un livello tecnico non eccelso o quando i
partecipanti sono oggettivamente pochi ….(oddio, forse qualcuno che cerca
gloria a buon mercato c’è, ma sono pochi e sostanzialmente innocui).
E allora, perchè ancora qui? Me lo sono chiesto diverse volte e oggi, dopo averci
meditato un po’ di più, mi sono finalmente dato la risposta: veniamo qui a costruire
storie; a buttar giù il canovaccio di episodi che racconteremo negli anni
futuri.
Non che le vicende e
le emozioni da narrare ci manchino, nel tempo ordinario delle attività e delle
gare annuali, ma qui c’è –come dire?...- la licenza di esagerare. Ai nazionali i
toni sono più caricati, le aspettative più grandi, i tempi più densi.
Costruire storie,si diceva, cioè trovare il modo di rappresentarsi
e identificarsi. Di riconoscersi in una realtà che poco alla volta diventa
mito.
Noi, quelli che … siamo fuggiti una notte dall’albergo per
andare in discoteca a ballare (S.Benedetto del Tronto, correva l’anno…)
Noi, quelli che … abbiamo distrutto la porta della camera al
Karina … (Riccione 2008)
Noi… il bagno notturno alle terme di Saturnia (Chianciano
1985)
Noi… una vetrata nell’albergo (Chianciano 1997)
Noi… quelli del “magic bus”… e così via, ad libitum.
In quei Noi c’è molto
di più financo di una medaglia d’oro.
Verrà il momento anche di raccontare del gruppo di Esordienti P maschi di quest’anno (
P non B; P!... P come pensionati) e anche questa “epopea” avrà un suo affresco. Particolare ma lo avrà.
Le gare, sì; le medaglie, i titoli… Ok!, addirittura la
GLORIA (!) –concesso … ma i motivi veri e profondi per cui continuiamo –e continueremo-
a sobbarcarci queste fatiche sono più alti: l’ambizione di diventare storia
(minuscola) e Mito (maiuscola)
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